
Attingendo a una delle fonti probabilmente più ricche e curiose sulle storie della Gorizia d’un tempo (R.M. Cossar, Gorizia d’altri tempi), si scopre delle tradizioni che ruotavano attorno al tempo del Natale.
C’era un grande vaso in maiolica proveniente dall’antica offelleria Ieran, situata nel Settecento in via del Rastello e che poi si era trasferita in Piazza Grande (oggi piazza della Vittoria), e che il pasticcere Domenico Pordon esponeva nella sua vetrina. Sul recipiente, che attualmente è conservato dai Musei Provinciali di Gorizia, si legge ancor oggi “MOSTARDA SOPRAFINA”: a Natale infatti ogni famiglia aveva sulla propria mensa un “secchiettino” (mastelùt) di mostarda goriziana che veniva acquistata prima dalla fabbrica di frutta candita di Sandpichler, in via della Dogana, e poi da quella di Honoré Jourdan.




