Un po’ foglie su quel ramo ungarettiano. Un po’ biplano nella rimessa dei fratelli Edvard e Josip Rusjan.
Che non a caso il volo buono lo spiccò in un giorno d’autunno, a Gorizia, primo volo a motore dell’Impero Austro Ungarico (forse?).
Anno di grandi cambiamenti attesi, questo 2025 così borderless. Anche per chi scrive queste righe, professionalmente parlando.
Un’associazione di categoria del terziario non ha la cultura per focus: eppure ci siamo tuffati in questa avventura certi che proprio la nostra storia e la nostra cultura fossero la strategia per costruire una proposta di valore sempre più riconoscibile ed efficace.
Perché è davvero unica questa nostra identità. E come tale ci siamo allenati a raccontarla, superando schemi e abitudini, nell’anno dei confini superati. Come ci siamo già detti, non proprio convinti di essere come quegli armonici danzatori che leggeri si muovono su questa piattaforma culturale così ricca di sfumature color Isonzo.
Funamboli coraggiosi, piuttosto.
Come Walter Mramor, tra i più coraggiosi nuovi abitanti di questo nostro nuovo Borgo antico, con cui lo scorso 7 febbraio ci siamo seduti a chiacchierare. Ci ha raccontato la sua storia di bambino, di parenti rimasti di là, di curiosità ed emozioni, più amore che durezza, di un confine che è voglia di pace e scoperta di cose negate (“Era ovvio che cadesse!”, dice).
Abbiamo raccolto altre storie di confini superati: come quella di chi con la sua Roma nel cuore ci ha parlato di quei fiori in vetta, che crescevano sorprendentemente uguali a cavallo di segni invisibili che la natura si rifiuta di riconoscere (grazie Edoardo De Angelis, poeta di s-confine).
O quella di Adriano Ossola, creatore della Storia fatta festival (che è, non era), che se pensa al confine di un tempo lo ricorda presente, persistente, intrecciato come edera finanche alle note rotonde della sua chitarra di ragazzo. Oggi il (nostro) confine sfuma, anche grazie alla Storia, se raccontata in modo appropriato.
Equilibrismo, trasformazione, paure ed emozioni vive. Come quelle che proviamo da privilegiati protagonisti dell’esperienza che ha riempito le strade e le botteghe di Borgo Castello in questi mesi così partecipati. Raccontare Gorizia come destinazione da scegliere: questo obiettivo ci eravamo dati.
Lo abbiamo forse fatto e vissuto in modi diversi da come avevamo progettato.
Perché la vita è cosi: soprattutto succede.
E anche i progetti vitali e vivaci non sono da meno.
Eccoci dunque in autunno, pieni di nuove inattese calde sfumature. Sempre meno foglie ungarettiane, sempre più pionieri dell’aria. Ma questa è un’altra storia, e ve la raccontiamo con il prossimo progetto. Buon Volo. Buon Volo!
Confcommercio Gorizia, Capofila del Cluster Tematico 1
nell’ambito del progetto pilota “Mille anni di storia dell’Europa: Borgo Castello, Crocevia di popoli e di culture”




